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Ambrogio accanto ad Agostino: il silenzio che guida la Chiesa

C'è uno stile che non fa rumore, che non si impone con le parole ma con la coerenza delle scelte. È uno stile che oggi ritroviamo, intrecciato e quasi speculare, nel ministero di Papa Leone XIV e di mons. Mario Enrico Delpini. Uno stile che molti faticano a comprendere proprio perché non cerca l'applauso, non indulge nella dichiarazione immediata, non risponde colpo su colpo alle provocazioni. È lo stile del silenzio fecondo, della kenosi , dello svuotamento di sé per lasciare spazio all'essenziale: il Vangelo e il popolo di Dio. La recente nomina di mons. Radaelli – sacerdote ambrosiano – e il fatto che Papa Leone abbia voluto accanto a sé, nel cuore del Dicastero per il Clero, una figura che viene dalla scuola di Ambrogio, non è un dettaglio tecnico. È un segno. Possiamo dirlo senza forzature simboliche: Agostino ha voluto Ambrogio vicino a sé. Non per nostalgia colta, ma per una profonda consonanza spirituale e pastorale. È un modo di governare che non nasce dall'ide...
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